Nel giugno 2026 la Corte Suprema del Giappone ha dichiarato illegittimi i tagli ad alcune prestazioni di assistenza sociale decisi dal Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare tra il 2013 e il 2015. Le riduzioni, che hanno raggiunto in alcuni casi il 10% dell’importo erogato, sono state qualificate dalla Corte come un “esercizio eccessivo o abusivo della discrezionalità” amministrativa, in quanto fondate su calcoli viziati nella loro impostazione metodologica.
La decisione assume un rilievo particolare sul piano del controllo giudiziale dei diritti sociali ed economici. Riconoscendo che le scelte dell’amministrazione in materia di prestazioni assistenziali non sono sottratte al sindacato dei giudici, la Corte ha affermato che la discrezionalità ministeriale incontra un limite quando si basa su presupposti di calcolo erronei, offrendo così una tutela più effettiva ai beneficiari dell’assistenza sociale.
