Il 15 luglio la Dieta giapponese ha approvato una serie di emendamenti che spostano la disciplina degli asset digitali dal Payment Services Act al Financial Instruments and Exchange Act (FIEA). Si tratta di un cambiamento di paradigma normativo: le criptovalute, finora regolate principalmente come strumenti di pagamento, vengono ora equiparate a pieno titolo agli strumenti finanziari tradizionali.
La riforma introduce regole molto più stringenti in materia di insider trading e di obblighi di disclosure per gli operatori del settore, avvicinando il regime applicabile alle cripto-attività a quello già previsto per i mercati mobiliari. Chi opera senza le necessarie autorizzazioni rischia sanzioni penali severe, con pene detentive fino a dieci anni.
Tra le novità più significative figura anche l’apertura alla possibilità di quotare in Giappone ETF spot su bitcoin, uno strumento finora precluso agli investitori giapponesi che intendevano ottenere un’esposizione diretta alla criptovaluta attraverso i tradizionali canali regolamentati.
Sul fronte fiscale, la riforma prevede inoltre l’introduzione, a partire dal 2028, di una tassazione flat al 20% sui redditi da criptovalute, in linea con l’aliquota applicata agli altri strumenti finanziari e in netto miglioramento rispetto al precedente regime di tassazione progressiva.
